Cocci de Roma

recital romanesco di e con Maurizio Fabbri

foto di Sebastiano Iannaccone

Cocci de Roma raccolti con pazienza e delicatezza per ricomporre a mo’ di mosaico un po’ di quel gusto tutto romano che vive nelle canzoni, serenate, testi e poesie.

I cocci di Testaccio dormono sotto l’omonima collina, ma certi “Cocci” brillano nella nebbia che il tempo sembra voler nascondere.

Lo spettacolo nasce da una raccolta di serenate romanesche che vanno dal ‘500 al primo Novecento, passando per il melò fino ai brani allegri e scanzonati della Roma popolare e ciarlatana. La parte musicale vive in simbiosi con la parte teatrale composta da poesie, sonetti, racconti e testi fra i maggiori autori della letteratura romanesca (Belli, Zanazzo, Pascarella, Trilussa, Giuliani, Petrolini, Balzani).

Il carattere frammentato dello spettacolo inventa una classica raccolta di perle o cocci emotivi, che la tradizione culturale romana ha prodotto nel tempo.

Lo spettacolo prova a rivivere quelle emozioni come nel caso del binomio amore – morte che sembra essere uno dei principali temi ispiratori che pervade la musica, la poesia e il teatro romanesco.

Forse anche nella saggezza di qualche proverbio talvolta si nascondono cocci, reperti, espressioni e modi di dire di un popolo, quello romano, sempre pronto a rimodellarsi e ad aggiungere qualcosa di ricco al suo già fastoso paniere culturale.

 

Cocci de Roma

Cocci de Roma, pezzi de ‘no straccio,

intriso de sangue, vino e de passione vera,

ma er tempo passa, er destino va a casaccio,

fra le campane e li sogni de chimera.

 

Monti, Trastevere, Portuense e Portonaccio,

li baci schioccheno e so’ carezze da matina a sera.

Un rospo zompa tra li ruderi a Testaccio,

chi dorme tra li lini, chi veglia a primavera.

 

Storie, canzoni, poesie, improvvisazioni,

tra feste, recite, matrimoni e torte,

co li paini, bulli, eroi o ar fin cojoni.

 

Roma città aperta. Se oprano le porte,

stateve alegri e tristi, vivete l’emozioni,

qui se racconta de amore vero e de bojaccia morte.

                                                 Maurizio Fabbri

Ascolta le canzoni del CD

Cocci de Roma

Petroliniana

Tippete, tuppete, tappete

Proverbi romani

La canzone di Gambacorta

Serenata sincera

 

 

Cocci de Roma

Lo spettacolo ha debuttato il 13 dicembre 2005 al Linux Club di Roma. In questa prima edizione collabora Aleksandar Caric "Zar", mandolino, voce, musicista polistrumentista e attore. Con questa formazione lo spettacolo è stato replicato al Teatro dell'Applauso (Tivoli), Beba do Samba (Roma), Dissesto (Tivoli Terme), Cantiere (Roma), Critical wine (CSOA Forte Prenestino), Fasti Verulani (Frosinone), In canti e in banchi (Castelfiorentino), Festa di San Giovanni (Roma), Festa de Noantri (Roma), Toffia, San Giovanni in Persiceto. Dal 2007 Cocci de Roma diventa un recital one man show con Maurizio Fabbri replicato all' Università di Salerno (Fisciano), Specchia (Lecce), Caffè Freud (Roma).

Maurizio Fabbri

Ha sviluppato la sua esperienza artistica tra teatro, teatro di strada, teatro per ragazzi, circo, cinema e televisione. La sua ecletticità lo porta a spaziare la sua ricerca dal teatro alla musica, dalla passione per il canto a quella per strumenti vari come chitarra, fisarmonica e mandolino. Professionista dal 1982, ha lavorato con il Teatro stabile di Roma in vari spettacoli dall’85 al ‘92 per le regie di M. Scaparro, G. Zampieri, R.Guicciardini. Scritturato in molte compagnie teatrali differenti, ha lavorato nei più prestigiosi teatri europei. Nel Teatro di strada è presente come attore-mimo-clown lavorando nei più importanti festival nazionali ed europei con il suo Ciccio Clown. Ha lavorato per il Cinema con Carlo Verdone Neri Parenti, Sergio Corbucci, Bruno Corbucci, Cristian De Sica. Fondatore dell’Ass.Cult. Teatro Circostanzaperta, dirige il Laboratorio di Teatro del Clown, in particolare teatro comico, clown, buffone, commedia dell’arte, mimo ed espressione corporale, arte di strada.