Proposte di Teatro nelle scuole

a cura di Maurizio Fabbri

 

Nella foto uno spettacolo di Ciccio Clown

nella scuola Josè Luis Tassende di Santiago de Cuba

 

 

 

Laboratorio per le scuole elementari

 

Laboratorio per le scuole medie

 

Conferenza-spettacolo per scuole

 

Stage di aggiornamento professionale per insegnanti

 

 

Laboratorio per le scuole elementari

La fanciullezza, o terza infanzia, coincide con la nascita del sentimento del mondo oggettivo, è il periodo della scuola primaria e della corrispondente socializzazione.

Il soggetto che si trova ancora in fase evolutiva non va considerato una sorta di uomo in piccolo, bensì il piccolo dell'uomo perché in lui è già presente tutta la natura umana. Si differenzia dall'adulto per carattere, modi e forme particolari di essere, per funzioni biologiche e mentali.

Gioco, realtà, fantasia, arbitrariamente ed instabilmente vengono tratti dal bambino come la stessa cosa. Proponendo la realtà come tesi e la fantasia come antitesi potremmo dire di aver chiuso il cerchio con la logica sintesi del gioco. E' quindi compito dell'educatore ristabilire il giusto rapporto tra le differenti proposizioni. Per questo il teatro nella scuola può rappresentare un valido aiuto per comprendere meglio le molteplici materie scolastiche e soprattutto per porre delle solide basi circa il metodo di studio ed apprendimento.

Giocare a fare teatro, rappresentare una favola o un racconto ascoltato in classe è un'attività che impegna i bambini su diversi piani dello sviluppo.

 quello corporeo (riproduzione di movimenti ed espressioni)

 quello emotivo (espressione di diverse emozioni quali gioia, tristezza, paura, ecc.)

 quello comunicativo (la narrazione della favola o del racconto scenico)

La drammatizzazione è una strategia che può essere adottata in caso di difficoltà d'inserimento o di comunicazione, e più in generale favorisce il passaggio dai linguaggi più arcaici, come quello corporeo, al linguaggio verbale.

 

Programma

   La realtà (scene di vita quotidiane in forma di cronaca o d'ironia)

   La fantasia (il linguaggio del corpo mimico gestuale, l'espressione corporale)

   Il gioco drammatico o drammatizzazione

   L'ascolto (una fiaba, un racconto, una notizia del telegiornale)

   Piccole acrobazie (capriole, verticali, ruote)

   Manipolazione e giocolerie

   Il linguaggio musicale

   Creazioni degli strumenti del gioco drammatico (burattini, maschere, travestimenti)

   La rappresentazione e lo spettacolo con il pubblico

 

Laboratorio per le scuole medie

La pubertà, o preadolescenza, è caratterizzata dalla nota crisi fisiobiologica, dalla coscienza dell'io personale dalla consapevolezza e conseguente crisi sessuale.

Il bambino cresciuto diventa ragazzino, di conseguenza l'atteggiamento dell'adulto nei suoi confronti deve necessariamente cambiare. Muoversi nello spazio di questa età critica può diventare difficoltoso se non ci si assume l'onere della responsabilità e della comprensione.

I giochi cominciano a cambiare, non sono gli stessi del bambino, ma è pur necessario continuare a credere nella valenza del gioco, sintesi naturale tra realtà e fantasia.

Ora poi che il soggetto ha aumentato la sua capacità d'analisi, maggiore sarà la soddisfazione nel rappresentare il mondo dal suo singolo punto di vista, né gli sembrerà di stare facendo cose da bambino dal momento che il teatro è "roba da grandi".

In questi anni il ragazzo avverte che qualcosa della sua vita sta cambiando, ma molto spesso soffre di frustrazione per quel suo essere "né carne né pesce" e appare difficile, se non impossibile, in alcuni casi, la comunicazione con i suoi compagni e con gli adulti.

Il teatro, con la sua funzione catartica e liberatrice viene incontro ai ragazzi nel momento più delicato della loro vita riuscendo nella maggior parte dei casi a dare risposte precise ai loro comprensibili quesiti a sfatare tabù dei quali sono vittime, a consigliare sulle possibili predisposizioni che molto spesso la famiglia stessa inconsapevolmente reprime.

 

Programma

     Improvvisazioni mimiche, studio del mimo ed espressione corporale

     Studio della fonetica, articolazione, respirazione, dizione

     Ideazione e creazione degli strumenti del gioco drammatico

     Il movimento nello spazio scenico

     Piccole acrobazie ginniche ad uso teatrale

     Guida all'ascolto della musica e suo utilizzo nello spettacolo teatrale

     Giocolerie (palle, clave, diablo, bastone del diavolo)

     Storia del teatro, del cinema, della televisione

     La rappresentazione e lo spettacolo con il pubblico

 

Conferenza-spettacolo per scuole

Interessare i ragazzi all'arte del teatro attraverso la figura del clown è un mezzo utile e pedagogicamente positivo. E' necessario comprendere che l'età adolescenziale non è da combattere con vergogna ostinata bensì  è bene rivalutare ciò che c'è di buono in questo periodo della nostra vita troppo spesso dimenticato in fretta per la paura di non risultare abbastanza maturi.

 

Temi della Conferenza

   Le origini del clown

   Nascita del clown

   Il gioco del clown

   Psicologia del clown

   Tecniche del clown

   L'arte di strada

 

Durante la conferenza-spettacolo verranno fatti degli esempi di teatro del clown con la partecipazione degli stessi ragazzi.

 

Stage di aggiornamento professionale per insegnanti

 

Lo stage è indirizzato a tutti gli insegnanti ed operatori scolastici che hanno interesse ad allargare la propria conoscenza nel campo dell'animazione teatrale. Scopo dello stage è dare un insieme di tecniche teatrali utili per creare con gli alunni semplici drammatizzazioni da svolgere in classe. In ogni caso l'efficacia dello stage ha confini più vasti che non la mera rappresentazione scolastica in cui molto spesso solo alcuni alunni si distinguono per capacità e talento, mentre gli altri, in gran parte dei casi la maggioranza, si astiene dal partecipare per timidezza o poca volontà. Fare del teatro a scuola non è necessario se fine a se stesso. Gli alunni non dovranno diventare a tutti i costi degli attori professionisti, ma può essere molto utile se può servire a far comprendere meglio, ad interessare e a far riflettere l'alunno. L'insegnante che opera con tecniche di animazione teatrale deve attenersi al suo ruolo di adulto: egli non deve essere una sorta di regista, ma un mediatore fra il ragazzo e la realtà in modo da lasciare sempre il maggior spazio possibile alla fantasia e all'inventiva dei bambini e dei ragazzi stessi.